Dicembre 7, 2007...3:50 pm

Giustizia amministrativa

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Ultima modifica 21 ottobre 2009

Tar Lazio – Sezione II -  1 ottobre 2009 n. 9487 –

SPOILS SYSTEM
Vertici dirigenziali pubblici sostituibili senza motivazione

TAR Veneto 31 marzo 2009, n. 1030 – è illegittima la clausola di un bando per un appalto di servizi che preveda il diritto di prelazione a favore del precedente concessionario

 Consiglio di Stato 14 marzo 2009, n. 1156 – AGGIUDICAZIONE PROVVISORIA E ONERE DI IMPUGNAZIONE - breve commento

 Consiglio di Stato 9 marzo 2009, n. 1365 – SOCIETà IN HOUSE – CONTROLLO ANALOGO – Relativamente alla possibilità di considerare “controllo analogo” ai sensi della dottrina Teckal anche il controllo esercitato, non individualmente, ma congiuntamente da parte di più autorità socie, deliberando, se del caso, a maggioranza, la Corte di Giustizia ha ricordato che la sua giurisprudenza “impone che il controllo esercitato sull’ente concessionario da un’autorità pubblica concedente sia analogo a quello che la medesima autorità esercita sui propri servizi, ma non identico ad esso in ogni elemento (v., in tal senso, sentenza Parking Brixen, cit., punto 62). L’importante è che il controllo esercitato sull’ente concessionario sia effettivo, pur non risultando indispensabile che sia individuale.”. – (…)  il compito del Collegio consiste unicamente nel verificare se il meccanismo di controllo congegnato dai Comuni soci della Penisola Verde sia effettivo.
La risposta è sicuramente di segno positivo. Merita infatti adeguata valorizzazione la circostanza che, attraverso l’istituzione di un organo, denominato Assemblea dei Sindaci, i Comuni soci si siano riservati, oltre a rafforzati poteri di controllo sulla gestione, il potere, ad esercizio necessariamente congiunto (stante il metodo di voto all’unanimità), di approvare in via preventiva tutti gli atti più rilevanti della società, ovverosia, tra le altre, tutte le deliberazioni da sottoporre all’assemblea straordinaria, quelle in materia di acquisti e cessioni di beni e partecipazioni, quelle relative alle modifiche dei contratti di servizio, quelle in tema di nomina degli organi e quelle in ordine al piano industriale. E’ evidente che, in questo quadro, la mancata considerazione della sola gestione ordinaria non esclude la sussistenza di un controllo analogo concreto e reale, posto che gli atti di ordinaria amministrazione non potranno discostarsi dalle determinazioni preventivamente assunte dall’Assemblea dei Sindaci in ordine a tutte le questioni più rilevanti. (…) In sintesi, il requisito del controllo analogo non sottende una logica “dominicale”, rivelando piuttosto una dimensione “funzionale”: affinché il controllo sussista anche nel caso di una plurità di soggetti pubblici partecipanti al capitale della società affidataria non è dunque indispensabile che ad esso corrisponda simmetricamente un “controllo” della governance societaria. (…) al riguardo, non può invero obliterarsi che l’attività delle società-organo, come quelle affidatarie in house di servizi pubblici, rimane un’attività “funzionalizzata”, rispetto alla quale la “forma” degli strumenti giuridici utilizzati non rileva in sé, risultando invece finalizzata al miglior conseguimento degli scopi legali dell’amministrazione (che, nella fattispecie, consistono nell’esercizio associato di un servizio pubblico).

 Consiglio di Stato 5 marzo 2009, n. 1316 – Sui presupposti per la declaratoria di CESSAZIONE DELLA MATERIA DEL CONTENDERE

 TAR Catania 27 febbraio 2009 n. 444 – (…) poiché il comma 5 del medesimo art. 159 dispone che i provvedimenti adottati dai commissari ad acta nominati in sede di giudizio di ottemperanza devono essere muniti dell’attestazione di copertura finanziaria “e non possono avere ad oggetto le somme di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, quantificate ai sensi del comma 3”, è evidente che il venir meno del vincolo alla disponibilità di quelle somme deciso dalla Corte Costituzionale – nel caso in cui l’Ente abbia emesso mandati di pagamento “a titoli diversi da quelli vincolati, senza seguire l’ordine cronologico delle fatture così come pervenute per il pagamento o, se non è prescritta fattura, delle deliberazioni di impegno da parte dell’ente stesso” – non può non valere anche per i commissari ad acta, i quali devono quindi preliminarmente verificare se l’Ente abbia rispettato le rigorose procedure previste dalla legge, prima di seguire qualsiasi altra alternativa. 

Nel caso invece in cui tali procedure non siano state rispettate, e non siano disponibili altre somme, ne consegue che, sebbene come “extrema ratio”, potranno essere utilizzate, al fine dell’esecuzione del giudicato, anche quelle destinate al pagamento delle retribuzioni al personale dipendente e dei conseguenti oneri previdenziali per i tre mesi successivi, al pagamento delle rate di mutui e di prestiti obbligazionari scadenti nel semestre in corso, ed all’espletamento dei servizi locali indispensabili (vedi anche T.A.R. Sicilia, Catania, sez. IV, 5 maggio 2007 n. 768, secondo cui le prescrizioni di cui all’art. 119, comma 6, cost. – che non consentono ai comuni, alle province ed alle regioni di ricorrere all’indebitamento per fare fronte a spese non d’investimento maturate dopo l’8 novembre 2001 – non si applicano ai commissari ad acta nominati dal giudice amministrativo in sede di giudizio di ottemperanza). 

Una conclusione diversa contrasterebbe sia con il principio di effettività delle pronunce giurisdizionali, che con i principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 Cost., potendo l’Amministrazione precostituirsi un comodo sistema per non pagare i propri debiti (…)

Consiglio di Stato 25 febbraio 2009, n. 1115 – DISTINZIONE FRA ATTO MERAMENTE CONFERMATIVO E ATTO CONFERMATIVO A CARATTERE RINNOVATORIO: il provvedimento esplicito di diniego, fondato su una espressa motivazione, che richiama i risultati dell’istruttoria compiuta e della valutazione effettuata, non possa mai assumere le caratteristiche dell’atto “meramente confermativo” di un precedente silenzio con valore legalmente tipico di diniego – ACCESSO AGLI ATTI: non è legittimo il diniego di accesso ai documenti riguardanti l’esecuzione di un contratto di appalto, sull’istanza presentata da una impresa classificatasi al secondo posto, che abbia giustificato la propria richiesta indicando puntualmente l’interesso attuale, diretto e concreto fatto valere, consistente nella verifica della corretta esecuzione, da parte dell’aggiudicataria, del contratto stipulato all’esito della procedura di gara
   

 

 TAR Calabria-Catanzaro 17 febbraio 2009, n. 154- REVOCA DI UN ASSESSORE – non è un atto politico -Gli atti politici sono esclusivamente quelli che la Costituzione riferisce «ai supremi organi decisionali dello Stato per la soddisfazione di esigenze unitarie ed indivisibili a questo inerenti - è necessaria la motivazione – E’ bene aggiungere che, nella specie, la natura del rapporto esistente tra il sindaco e l’assessore e la ampiezza dei fini che caratterizza l’azione amministrativa della giunta comunale giustifica in capo al sindaco un ampio potere discrezionale. Tale ampiezza di potere non deve però debordare in arbitrio decisionale dovendo pur sempre il suo esercizio essere finalizzato a perseguire l’interesse pubblico previsto dalla legge. In questa prospettiva, si spiega il disposto dell’art. 46, comma 4, secondo cui il sindaco deve dare «motivata comunicazione al consiglio» -

Consiglio di Stato n. 717 del 9 febbraio 2009 – Tutela terzi, DIA equiparata agli atti della PA – è di 60 gg il termine per l’impugnazione

Consiglio di Stato 3 febbraio 2009, n. 591 – IN HOUSE PROVIDING – oltre a dover sussistere nel momento genetico del rapporto, la proprietà pubblica della totalità del capitale sociale non solo deve permanere per tutta la durata del rapporto ma deve anche essere garantita da appositi e stabili strumenti giuridici, quali il divieto di cedibilità delle azioni posto ad opera dello statuto. -  il possesso dell’intero capitale sociale da parte dell’ente pubblico, pur astrattamente idoneo a garantire il controllo analogo a quello esercitato sui servizi interni, perde tale qualità se lo statuto della società consente che una quota di esso, anche minoritaria, possa essere alienata a terzi.

Consiglio di Stato 2 febbraio 2009, n. 526 – va innanzitutto rilevato che la natura endoprocedimentale dell’aggiudicazione provvisoria e le ragioni poste a base della deliberazione n. 124/06, esternate nello stesso provvedimento e – come detto – richiamate nella determinazione dirigenziale successiva, rendono evidente che non si è trattato di una “revoca” in autotutela per motivi di opportunità dell’aggiudicazione provvisoria stessa, bensì di una – sia pur implicita – mancata approvazione della medesima aggiudicazione provvisoria. In tale contesto, da tempo è pacifico orientamento giurisprudenziale, dal quale la Sezione non ha motivo di discostarsi, che non sussiste l’obbligo dell’amministrazione di comunicare agli interessati l’avvio del procedimento ai sensi dell’art. 7 della citata legge n. 241 del 1990, giacché il procedimento è già stato avviato con l’atto di indizione della gara; procedimento al cui interno si colloca, appunto, l’aggiudicazione provvisoria e che è destinato a concludersi positivamente, con l’aggiudicazione definitiva, ovvero – com’è accaduto sostanzialmente nella fattispecie in esame – negativamente, con il diniego di aggiudicazione definitiva (cfr., tra le tante, Cons. St., sez. IV, 19 marzo 2003 n. 1457).
Inoltre, è corretto quanto addotto dall’Ente circa l’inapplicabilità dell’art. 21 quinquies della legge n. 241 del 1990 (nel testo di cui all’art. 14, co. 1, della legge 11 febbraio 2005 n. 15, all’epoca vigente): per le stesse ragioni dianzi rappresentate, non vi era ancora il “provvedimento amministrativo ad efficacia durevole”, richiesto da tale norma per l’insorgenza dell’obbligo dell’amministrazione di corrispondere l’indennizzo al privato direttamente interessato.
(…) l’Amministrazione comunale di …. ha dato ampiamente conto delle ragioni giustificatrici del diniego, che consistono nella necessità di garantire l’interesse pubblico specifico – quale deve presiedere ogni gara pubblica – ad ottenere offerte conferenti ai valori di mercato, come desumibili dai prezzi praticati pure recentemente, posti a confronto con i dati relativi all’incremento del costo della vita; interesse che peraltro coincide con quello, parimenti pubblico, a non far gravare sulle famiglie un incremento privo di reali giustificazioni della quota a loro carico, tenuto conto dell’entità delle risorse finanziarie destinate al servizio in questione. Quanto all’idoneità di tali ragioni a sorreggere il provvedimento, basta anche in tal caso richiamare il pacifico orientamento giurisprudenziale sul punto, secondo cui l’eccessiva onerosità del prezzo indicato nell’offerta risultata aggiudicataria provvisoria costituisce grave motivo di interesse pubblico, tale da giustificare il diniego di approvazione dell’aggiudicazione definitiva, specie in mancanza di risorse finanziarie; circostanza, questa, già idonea di per sé ad integrare una motivazione congrua e sufficiente alla stregua dei principi fondamentali del corretto svolgimento dell’azione amministrativa ex art. 97 Cost. e dell’adeguata copertura finanziaria di contabilità pubblica di ogni provvedimento comportante una spesa, riconducibile all’art. 81 Cost. (cfr., Cons. St., sez. IV, 31 maggio 2007 n. 2838, nonché cit. Cons. St., sez. IV, n. 1457/03).
Quanto sin qui esposto appare valido a maggior ragione, ove si consideri che l’Amministrazione si era trovata in presenza di una sola offerta valida, sicché in realtà non vi era stato effettivo confronto concorrenziale.

Consiglio di Stato n. 5781 del 25 novembre 2008 – AFFIDAMENTI IN HOUSE -La concessione dell’utilizzo gratuito del teatro comunale con la connessa gestione dei servizi non rientra nell’ambito di applicazione dell’art. 133 bis TUEL (dichiarato incostituzionale con sentenza 272/2004), bensì dell’art. 113 TUEL, che consente, nel rispetto della normativa europea, il conferimento della titolarità del servizio a società a capitale interamente pubblico, che deve agire come un vero e proprio organo dell’amministrazione. Nella specie, poichè il Presidente e il Consiglio di amministrazione non rispondono a coloro che li hanno designati, non è legittimo l’affidamento diretto.

TAR Lazio Roma 14 gennaio 2009, n. 162 – ESPROPRIAZIONI – L’omissione dei termini di inizio e fine dei lavori non determina la nullità ma soltanto l’annullabilità della dpu, il che ne impone la impugnazione nei termini decadenziali di cui all’art. 21 L 1034/1971

 

 

Adunanza Plenaria 21 novembre 2008, n. 12 - Il giudice amministrativo è competente a conoscere del risarcimento del danno a seguito di annullamento dell’aggiudicazione, quando non è più possibile la reintegrazione in forma specifica  a causa dell’integrale esecuzione del contratto e del completo esaurimento degli effetti del rapporto negoziale

TAR Veneto 21 novembre 2008, n. 3620 – Un’attività di progettazione che comprenda la redazione di elaborati grafici non può essere assegnata come una consulenza professionale ma deve seguire un procedimento concorsuale – ANNULLA quindi l’incarico di consulenza affidato ai sensi dell’art. 7, co. 6, Dlgs 265/01

Consiglio di Stato 6 novembre 2008, n. 5498 – ESPROPRIAZIONI – Aderisce all’orientamento dell’Adunanza Plenaria, secondo il quale mentre la giurisdizione spetta al giudice ordinario nella ipotesi di occupazione, quando la dpu manca del tutto e invece la giurisdizione compete al giudice amministrativo in caso di occupazione successiva a dpu successivamente annullata, la competenza giurisdizionale deve ritenersi attribuita al giudice amministrativo anche in ogni altra ipotesi in cui l’occupazione sia seguita ad una dpu, e dunque ad un iniziale esercizio di potere pubblicistico, anche se il procedimento non si sia concluso con un decreto di esproprio, o si sia concluso con un decreto di esproprio tardivo

Consiglio di Stato 17 ottobre 2008, n. 5098 – Si discosta dall’orientamento prevalente secondo il quale al fine di quantificare il lucro cessante subito da un’impresa per la mancata aggiudicazione di un appalto, sarebbe ammissibile liquidare, a titolo di danno presunto ed in via equitativa, una percentuale pari al 10% del prezzo a base d’asta. Ritiene preferibile l’indirizzo minoritario che esige la prova rigorosa, a carico dell’impresa, della percentuale di utile effettivo che avrebbe conseguito se fosse risultata aggiudicataria dell’appalto.

Consiglio di Giustizia Amministrativa 23 settembre 2008, n. 780 – PREGIUDIZIALE AMMINISTRATIVA – aderisce all’orientamento delle SU della Corte di Cassazione della non necessarietà della PREGIUDIZIALE IMPUGNAZIONE DEL PROVVEDIMENTO LESIVO, ai fini del risarcimento del danno da lesione di interessi legittimi, in contrasto con l’orientamento espresso dal Consiglio di Stato

Adunanza Plenaria 30 luglio 2008, n. 9 -  ANNULLAMENTO DELL’AGGIUDICAZIONE E SORTE DEL CONTRATTO -Sussiste la giurisdizione civile sulla domanda volta ad ottenere, con efficacia di giudicato, l’accertamento dell’inefficacia del contratto la cui aggiudicazione sia stata annullata dal giudice amministrativo – La tutela del soggetto che abbia ottenuto l’annullamento giurisdizionale dell’aggiudicazione si ottiene affermando l’obbligo conformativo della PA e il giudizio di ottemperanza

 

Consiglio di Stato n. 2680 del 28 giugno 2008 – La responsabilità precontrattuale della pa per non essere addivenuta, per fatti imputabili alla stessa, alla stipulazione del contratto di appalto dopo l’aggiudicazione, deve ritenersi limitata al ristoro del solo interesse negativo, da quantificarsi, secondo costante giurisprudenza, nel rimborso delle spese inutilimente sopportate nel corso delle trattative (danno emergente) ed al ristoro della perdita, se provata, di ulteriori occasioni di stipulazione di contratti altrettanto o maggiormente vantaggiosi, con esclusione del mancato guadagno che sarebbe stato realizzato con la stipulazione e l’esecuzione del contratto

Consiglio di Stato n. 3002 del 18 giugno 2008 – individua i limiti, imposti dal principio dispositivo, entro i quali è consentito ai giudici il ricorso alla prassi dell’assorbimento dei motivi del ricorso

Consiglio di Stato n. 2355 del 3 giugno 2008 – VALUTAZIONE DI FATTIBILITà DELLE PROPOSTE DI PROJECT FINANCING - L’amministyrazione non è tenuta ad effettuare obbligatoriamente una stima d’insieme della singola proposta, valutandola in relazione a tutti i parametri indicati nell’art. 37 ter L. 109/1994 – E’ infatti sufficiente la valutazione negativa anche di uno solo dei parametri indicati dalla norma a legittimare l’esclusione di una proposta

Consiglio di Stato n. 2511 del 27 maggio 2008 –  DIRITTO DI ACCESSO E RISERVATEZZAL’accesso necessario a curare o difendere interessi giuridicamente rilevanti è sempre prevalente sulla riservatezza del terzo anche se intacchi dati sensibili, salva la più accentuata tutela per i dati c.d. “supersensibili”; in quest’ultimo caso il responsabile del procedimento (…) darà prevalenza al diritto di accesso nei limiti della <<stretta indispensabilità>> prevista dalla norma, solo se la situazione soggettiva sottostante sia di rango almeno pari ai diritti dell’interessato, ovvero consista in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile - La novella formulazione dell’art. 24 cit., non pone più alcun limite <<modale>> all’accesso, che, dunque, potrà tradursi in un rilascio dell’atto e non più nella mera visione dello stesso.

TAR Lazio n. 4259 del 15 maggio 2008 – ANNULLA il DPCM 14.6.07 avente ad oggetto il decentramento delle funzioni catastali ai Comuni

Consiglio di Stato, n. 1328 dell’8 aprile 2008 – rimette all’Adunanza Plenaria, tra l’altro, la questione relativa alla SORTE DEL CONTRATTO DI APPALTO stipulato sulla base di un’aggiudicazione annullata in sede giurisdizionale

TAR Sicilia-CT, Ordinanza n. 97/2008 – solleva la questione di legittimità costituzionale dell’art. 83/11 del TU 570/1960 nella parte in cui si interpreti nel senso di impedire l’immediato ricorso contro gli atti elettorali procedimentali

Consiglio di Stato n. 1137 del 25/3/2008 – PREGIUDIZIALE AMMINISTRATIVA – Non vi è alcuna preclusione per il risarcimento del danno quando il provvedimento lesivo, lungi dal consolidarsi, sia già stato caducato dall’amministrazione in via di autotutela – E’ pacifico in giurisprudenza che quando venga meno l’interesse all’annullamento possa ravvisarsi un interesse residuale a ricorrere a fini risarcitori, per gli effetti negativi già prodotti dal provvedimento originario

Consiglio di Stato n. 1094 del 25 marzo 2008 - Qualifica ORGANISMO DI DIRITTO PUBBLICO la società “Autostrade spa”

CGA n. 188 dell’11 marzo 2008 – Sussiste la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo nei casi di occupazione del suolo privato per il solo fatto che l’occupazione e l’utilizzazione del fondo sia avvenuta in esecuzione di un decreto di dichiarazione di pubblica utilità dell’opera

TAR Sardegna n. 124 del 10 marzo 2008 – L’art. 113, co. 14, consente l’affidamento diretto della gestione di servizi a soggetti proprietari delle reti, impianti o altre dotazioni patrimoniali. Fra questi non vi rientrano le attrezzature ordinariamente utilizzate per la raccolta dei rifiuti

Consiglio di Stato n. 889 del 10 marzo 2008 – Necessità della gara pubblica per la scelta del socio privato di società mista

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria n. 1 del 3 marzo 2008 – Affidamento in house di servizi pubblici locali – La partecipazione pubblica totalitaria è necessaria ma non sufficiente

Consiglio di Stato n. 213 del 25 gennaio 2008 – ACCESSO AGLI ATTI – L’onere di specificazione dei documenti richiesti non comporta la formale indicazione di tutti gli estremi identificativi del documento ma può ritenersi assolto con l’indicazione dell’oggetto e dello scopo cui l’atto è indirizzato

Consiglio di Stato, sez. I, parere 24/1/2008 – E’ illegittimo lo statuto comunale che riconosce il diritto di elettorato ai cittadini non comunitari

La rassegna della giurispudenza del Consiglio di Stato dell’anno 2007

Consiglio di Giustizia Amministrativa n. 1200 del 31 dicembre 2007 – MANSIONI SUPERIORI - A soli 20 gg di distanza da Cass. SU 25838/07, afferma che l’art. 36 Cost. non può trovare incondizionatamente applicazione nel rapporto di pubblico impiego

Consiglio di Giustizia Amministrativa n. 1175 del 31 dicembre 2007 – L’ istituto della REVOCA DEL PRESIDENTE DEL C.C. può essere legittimamente disciplinato solo dallo statuto dell’ente

TAR Campania, Napoli, n. 10329 del 31 ottobre 2007 – L’Amministrazione non può addurre a giustificazione del proprio OBBLIGO DI PROVVEDERE RIMASTO INADEMPIUTO un fatto interno alla sua organizzazione, al punto da farlo assurgere addirittura a causa di forza maggiore ossia una vis cui resisti non potest in grado di far venir meno il suo dovere istituzionale di provvedere

Consiglio di Stato n. 5192 del 4 ottobre 2007 – L’USUCAPIONE di capannoni abusivamente costruiti su terreno del Comune non comporta l’acquisizione di alcun diritto sul suolo e la natura permanente dell’abuso edilizio non esclude le relative sanzioni demolitorie

Consiglio di Stato n. 5059 del 1 ottobre 2007 - non sono indennizzabili quei vincoli che, nonostante siano strumentali alla previsione di opere pubbliche, siano compatibili con lo sfruttamento economico dell’area da parte del proprietario

Consiglio di Stato n. 5100 del 4 settembre 2007 – IMPIANTI DI TELEFONIA MOBILE – i Comuni possono adottare un regolamento atto ad assicurare il corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti . Tuttavia il potere regolamentare comunale non può implicare la fissazione di limiti di esposizione ai campi elettromagnetici diversi da quelli stabiliti dallo Stato

Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria n. 7 del 24 maggio 2007La Pubblica Amministrazione, nel reiterare i vincoli, è sottoposta all’obbligo di motivazione. Distingue tre ipotesi. 1. vincolo reiterato in blocco, occorre una motivazione, anche se più blanda, perché si esclude un intento vessatorio della pa. Occorre di una motivazione che renda conto della ragione per cui non si è giunti alla conclusione della procedura espropriativa; 2. prima reiterazione del vincolo, anche qui è sufficiente una motivazione blanda 3. occorre motivazione più stringente in ipotesi di successiva (oltre la prima dunque) reiterazione del vincolo e di reiterazione presuntivamente vessatoria, cioè quando viene reiterato il vincolo solo su un determinato terreno e non nell’intera area, dove invece i vincoli vengono a decadere perchè non reiterati. In tal caso, occorre motivazione che fughi il rischio di un intento vessatorio.

Consiglio di Stato n. 1346 del 20 marzo 2007 – Responsabilità della PA per attività provvedimentale illegittima – Rientra nello schema della responsabilità aquiliana -

TAR Veneto n. 795 del 16 marzo 2007 – MOBBING E DANNO ESISTENZIALE

Adunanza Plenaria 29 gennaio 2003, n. 1 – CONTRATTI DELLA PA – CLAUSOLE DEL BANDO IMMEDIATAMENTE LESIVE (requisiti di partecipazione) – ONERE DI IMMEDIATA IMPUGNAZIONE

TAR Catania 27 febbraio 2009 n. 444 – (…) poiché il comma 5 del medesimo art. 159 dispone che i provvedimenti adottati dai commissari ad acta nominati in sede di giudizio di ottemperanza devono essere muniti dell’attestazione di copertura finanziaria “e non possono avere ad oggetto le somme di cui alle lettere a), b) e c) del comma 2, quantificate ai sensi del comma 3”, è evidente che il venir meno del vincolo alla disponibilità di quelle somme deciso dalla Corte Costituzionale – nel caso in cui l’Ente abbia emesso mandati di pagamento “a titoli diversi da quelli vincolati, senza seguire l’ordine cronologico delle fatture così come pervenute per il pagamento o, se non è prescritta fattura, delle deliberazioni di impegno da parte dell’ente stesso” – non può non valere anche per i commissari ad acta, i quali devono quindi preliminarmente verificare se l’Ente abbia rispettato le rigorose procedure previste dalla legge, prima di seguire qualsiasi altra alternativa.

Nel caso invece in cui tali procedure non siano state rispettate, e non siano disponibili altre somme, ne consegue che, sebbene come “extrema ratio”, potranno essere utilizzate, al fine dell’esecuzione del giudicato, anche quelle destinate al pagamento delle retribuzioni al personale dipendente e dei conseguenti oneri previdenziali per i tre mesi successivi, al pagamento delle rate di mutui e di prestiti obbligazionari scadenti nel semestre in corso, ed all’espletamento dei servizi locali indispensabili (vedi anche T.A.R. Sicilia, Catania, sez. IV, 5 maggio 2007 n. 768, secondo cui le prescrizioni di cui all’art. 119, comma 6, cost. – che non consentono ai comuni, alle province ed alle regioni di ricorrere all’indebitamento per fare fronte a spese non d’investimento maturate dopo l’8 novembre 2001 – non si applicano ai commissari ad acta nominati dal giudice amministrativo in sede di giudizio di ottemperanza).

Una conclusione diversa contrasterebbe sia con il principio di effettività delle pronunce giurisdizionali, che con i principi di imparzialità e buon andamento di cui all’art. 97 Cost., potendo l’Amministrazione precostituirsi un comodo sistema per non pagare i propri debiti (…)

TAR Veneto 31 marzo 2009, n. 1030 – è illegittima la clausola di un bando per un appalto di servizi che preveda il diritto di prelazione a favore del precedente concessionario

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